Con un conto corrente è possibile prelevare e depositare soldi in banca o in qualsiasi altro istituto di credito, ricevere lo stipendio e la pensione, effettuare bonifici, avere una carta di credito e di debito. Di conti correnti ne esistono di vari tipi: il conto corrente ordinario, il cui costo è legato al numero di transazioni che siamo soliti effettuare; il conto a pacchetto, che ha un costo fisso e il conto base che si rivolge a clienti che non hanno bisogni particolari.

Cos’è l’Iban?

L’Iban è ormai entrato a far parte nelle nostre vite da oltre dieci anni. Per effettuare bonifici o anche per riceverli è necessario, infatti, scrivere il codice Iban del nostro conto corrente. Questa sigla sta per numero internazionale di conto corrente, ossia l’International Bank Account Number.

Il Codice Iban è il numero di conto corrente bancario valido a livello internazionale.

In un primo momento l’Iban non è stato visto di buon occhio: per i correntisti, all’inizio, compilare i dati dei bonifici a mano è stato infatti davvero tragico. Ora, però, con i conti online è necessario procedere con un semplice copia e incolla. Tutto dunque è molto più agevole rispetto al passato.

Il codice Iban non ha sempre la stessa quantità di numeri e lettere. In Italia il codice Iban è composto da 27 caratteri così come in Germania. A Malta i caratteri sono 31, in Francia ne sono 22.

Il Codice Iban inizia sempre con due lettere scritte in maiuscolo che indicano il Paese in cui è stato aperto il conto. In Italia le due lettere sono IT. Ci sono poi due lettere che rappresentano il “Control Internal Number”, ossia il Cin Europeo. Stiamo parlando di un codice di sicurezza standard. A seguire ci sono le cinque cifre del codice ABI (che indica l’istituto bancario cui appartiene il conto) e le cinque cifre del codice CAB, ovvero il codice di avviamento bancario e dunque l’agenzia presso cui è registrato il conto. Dulcis in fundo c’è il numero del proprio conto corrente che è composto da un numero di zeri necessari ad arrivare ai 12 caratteri. Facciamo un esempio più concreto: IT 12 L 12345 12345 123456789012.

Nell’Iban italiano le lettere iniziali sono dunque sempre IT. A seguire ci sono i numeri di sicurezza Cin che vengono realizzati mediante degli algoritmi particolari.

Come ricavare il numero del conto corrente

Come ricavare il numero del conto corrente dal codice Iban? In tanti se lo chiedono e noi proveremo a fornirvi una risposta. Niente paura: se si ha un codice Iban, trovare il numero di conto corrente è semplicissimo. Un vero gioco da ragazzi. Dobbiamo prendere le ultime dodici cifre del codice: talvolta questi numeri sono preceduti da alcuni zero per arrivare a raggiungere i famosi 12 caratteri. Gli zero vengono considerati come riempitivo: gli ultimi caratteri identificano il nostro conto. Nel caso a volte fossero presenti pure dei caratteri speciali, come i punti, le barre e le parentesi, allora questi non vanno affatto considerati.

L’istituto bancario preferisce, infatti, identificare i suoi clienti mediante i codici Iban, Bic e Bban, tralasciando quindi i dati personali. L’Iban è fondamentale soprattutto quando si effettua o si riceve un bonifico; il Bic fornisce informazioni sull’istituto bancario, sul codice della filiale e sul luogo in cui sorge per evitare errori e il Bban (ossia il Basic Bank Account Number) che è la coordinata bancaria che identifica il conto corrente del beneficiario. Solo in questo modo le nostre transazioni possono essere svolte in modo corretto e trasparente.

Il numero del conto viene segnato a destra. A sinistra invece vanno messi degli zero per completare il campo.

Se da un lato l’Iban è stato visto per anni come un grattacapo e un fastidio, in realtà oggi è uno strumento importante per agevolare le transazioni di denaro tra gli istituti bancari e nei vari pagamenti. L’Iban serve infatti ad identificare l’utente quando vengono effettuati tali passaggi di denaro tra un conto e l’altro.

Si tratta di una soluzione più sicura e veloce. Il consiglio per ricavare il numero conto corrente dall’Iban è partire sempre dalla destra. Il codice Cab, infatti, non è sempre composto da 5 cifre: spesso ce ne sono anche sei. Ciò è dovuto al fatto che il codice Cab è formato da una cifra che identifica lo sportello dell’agenzia dove è stato aperto il conto.

Stesso discorso vale anche per i codici Iban esteri: si parte da destra ma la lunghezza però varia a seconda del Paese di riferimento. In Francia, ad esempio, il codice è caratterizzato da 22 caratteri.

Cosa fare con l’Iban?

L’Iban è una coordinata bancaria che ci consente di identificare in modo completo e sicuro un conto corrente e dunque di conseguenza il suo titolare. L’Iban si basa su quanto previsto dall’Ecbs, ossia l’European Committee for Banking Standards che otto anni fa ha ceduto il posto all’European Bank Authority nota come Eba.

A partire dal 2008 tutti i bonifici bancari in Italia possono essere effettuati soltanto mediante l’Iban e non solo con i codici Abi e Cab come avveniva prima.

Questo strumento è servito a semplificare l’intero sistema informatico bancario. Nel corso degli ultimi anni sono state, infatti, create delle carte di credito, dotate di Iban che possono effettuare pagamenti o ricevere accrediti. Parliamo di un vero e proprio conto bancario autonomo e indipendente che ha un costo molto più basso rispetto a quelli che venivano aperti in passato. La carta non è collegata ad un conto ma è direttamente un conto con cui è possibile effettuare pagamenti o ricevere il proprio stipendio.

Con l’Iban tutte le varie operazioni bancarie risultano più semplici e veloci: possiamo effettuare un bonifico, inserendo il codice Iban del beneficiario; possiamo ricevere un bonifico, fornendo soltanto il nostro codice Iban. A tale codice, che va comunicato al nostro datore di lavoro, va poi aggiunto l’importo che va naturalmente accreditato. In conclusione potremmo dunque dire che l’Iban ha abbattuto i costi: quello che prima veniva interpretato come un ostacolo per la sua difficoltà compilativa, oggi viene sopravvalutato soprattutto per il risparmio e per la semplicità operativa.